lunedì 13 marzo 2017

Analisi nuove carene: HRC secondo disegno.





E alla fine le carene nuove si sono viste, escluso Ktm , tutte la case partecipanti al campionato hanno per lo meno presentato dei nuovi disegni per poter sostituire il down force creato dalle oramai pensionate alette viste lo scorso anno.


Bene o male abbiamo visto dei tentativi da parte delle case sin dai test di Sepang dello scorso febbraio.

In articoli precedenti ho cercato di analizzare la nuova carena Yamaha e quella della Suzuki ed Aprilia , cercando di capire il funzionamento principale ed analizzando alcuni particolari che abbiamo potuto vedere.


L'articolo sulla carena Aprilia per chi se lo fosse perso.


Yamaha m1




Nei recenti test del Qatar hanno fatto la loro apparizione i nuovi disegni della HRC  in due tentativi 

e quello della ducati.


Nel caso della Ducati cercherò di approfondire il discorso con una analisi dopo le dichiarazioni del In GEN GIGi Dall'igna.


Ma cominciamo con la carena HRC e con il primo disegno portato in pista.












Mentre questo è un nuovo disegno presentato nel terzo giorno dei test di Losail.

qui sotto ho fatto un confronto diretto con quello che è il disegno originale



foto Twitter



Apparentemente il musetto della Hrc si è allungato cercando una soluziona già adottata nel 2016  con un labbro che fu aggiunto alla bocca d'entrata dell'aria al airbox.






Foto Motogp.com

Un confronto facile facile 

Considerando che  il disco  freno attualmente è di un diametro di 340  320 mm

qui un confronto o grafico con le misure .



Azzarderei a dire che il labbro si è allungato fino a metà del disco e cioè almento 8 cm in più dello standard.

Non ci sono "ali"  come nel primo disegno, ma un deflettore inclinato che invita il flusso dell'aria 


La bocca d'entrata aria è  nel suo  interno divisa in due per portare l'aria all'airbox  passando di lato ai longheroni del telaio.


Oramai è la unica che è rimasta fedele a questo disegno per riempire l'airbox,  anche l'aprila in origine aveva lo stesso sistema, ma ora son passati al passaggio attraverso i lati del cannotto di sterzo.

Questa è una foto  d'esempio essendo di una hrc 213  stradale.





mentre qui sotto come era l'aprilia anni, fa essendo la moto che scese come open  una copia della sbk.

Non esistono aperture nei fianchi della carena perché non viene usato il flusso che entra dalla bocca d'alimentazione aria come nel primo disegno.



e come visto nell'articolo precedente dedicato anche a questa soluzione, la hrc ha scavato parte della carena per agevolare il flusso d'aria e guadagnare cm alla larghezza della aletta in mezzo alla paratia che la contiene.




Un nuovo disegno quello presentato dalla HRC, differente da quelli presentati fin ora con alette inglobate alla doppia carena, o deflettori o "alette" come la aprilia.


Presto una analisi del sistema Ducati.

I test concessi prima della prima gara  sono finiti .

In Qatar tutti dovranno consegnare il primo di due  disegni delle carene che prenderanno parte al campionato.

Si è potuto capire poco della resa effettiva dei vari disegni di carene presentati fin ora.

La Yamaha nel caso di Rossi nei test di Philips Island, furono smontate quasi subito  per via del vento laterale, che non aiutava ad un giudizio sereno sulla resa effettiva.
Il primo disegno provato da Marquez,  a quanto pare, causò una delle 5 cadute sofferte nei 3 giorni di test, in una intervista dichiarava che la moto effettivamente cambiava il bilanciamento della moto, ma che a quanto pare la moto  aveva la tendenza ad inclinare più del necessario.


Nel caso della ducati,  a  detta dell Generale GIGI... il loro nuovo disegno assolve il compito per cui è stata disegnata, agevolare l'accelerazione e tenere bassa la moto,
a  costo pero  di qualche problema a centro curva e una perdita di velocità massima nei confronti dalla carena senza alette.


Cercherò di affrontare il discorso ducati  più avanti.


A Malaga   venticello e temperatura scesa  a 13 gradi.







3 commenti:

  1. Alla fine della lettura dell’articolo non ho potuto che fare una considerazione tutto sommato alquanto banale: era ovvio che andasse a finire così. La proibizione di usare le appendici aerodinamiche si è rivelata vana e facilmente aggirabile. Qualche malizioso ci ha visto il tentativo maldestro di fermare una direzione di sviluppo in cui alcune case erano più avanti di altre, vedi Ducati, ma tant'è. Fatta la legge gabbato lo Santo. E così, magicamente, eccole ricomparire sotto le più svariate fogge e travestimenti le "trovate" delle case per aggirare il divieto. E guarda te dove siamo andati a finire. Siamo passati dai primordiali e semplici baffetti alle sofisticate alette, proposte anche gemellate e con orlatura, a queste ultime esasperazioni aerodinamiche. Oramai lo studio dell’aerodinamica applicata alle moto è inarrestabile una volta che se ne è valutato il suo benefico apporto.
    Le analisi di Giorgio diventano sempre più complicate. Urge un buon libre in materia. ;-)

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